"La speranza legata a questo giorno è che si apra un’era di pace e di concordia, che non ci siano più guerre, anche preventive". Dall’Iraq, Paese legato come non mai in questi anni, alle vicende americane, arrivano i primi commenti da parte dei vescovi cattolici locali alla storica elezione alla presidenza di Barack Obama, il primo afroamericano a ricoprire questa carica. "Difficile dire adesso se Obama sarà migliore di altri che lo hanno preceduto dichiara al Sir mons. Jean Sleiman, vescovo di Baghdad dei latini – Certo che gli Usa hanno una strategia a lungo termine qui in Iraq, e dunque legata alla ragion di Stato e non semplicemente ad affari di singole persone. ‘Wait and see’, aspettiamo e vediamo". "A Barack Obama chiediamo di governare con amore il proprio Paese, come devono fare tutti i governanti gli fa eco il vicario patriarcale di Baghdad, il caldeo Shlemon Warduni – come leader di una superpotenza deve governare con giustizia il suo popolo senza dimenticare il resto del mondo. E’ urgente lavorare per l’unità e la concordia nel mondo per abbattere le divisioni e porre fine alla sofferenza. Faccia del bene all’uomo". (segue)