GIORGIO LA PIRA: MONS. BETORI (FIRENZE), “PROFETA E COSTRUTTORE DI PACE E UNITÀ” (2)

Parlando della vocazione del “sindaco santo”, l’arcivescovo di Firenze mons. Giuseppe Betori ha poi affermato: “La Pira vuole rimanere laico perché essere laico gli assicura una maggiore possibilità di annunciare il vangelo ubi Christus non est nominatus: unico accredito la professionalità: ‘Essere laici che si distinguono per una professionalità rigorosa’, scrive. ‘L’eccellenza professionale come lettera di accredito nella società'”. Riferendosi poi al suo impegno politico, mons. Betori ha aggiunto: “Questo è il vero programma del La Pira politico. Essere promotore di unità e di pace nel nome del Vangelo. C’è da chiedersi quali gesti e iniziative avrebbe ideato per reagire alle morti di tanti cristiani nel mondo, in specie nell’Asia, in spregio a quel fondamentale diritto umano e dei popoli che è la libertà religiosa! Le nostre flebili voci di oggi sono del tutto inadeguate ai suoi orizzonti smisurati e coraggiosi”. E ha concluso: “E’ stato un politico La Pira? Sì! Ha cercato di dare un’anima alla politica. Mi pare bello quello che scrisse su di lui Carlo Bo: “La Pira è passato, sì, come una meteora nel cielo della politica che era indegna di lui, ma è stato, per altro verso, il simbolo di un’altra e più alta ragione: anche un santo può fare politica”.