"Abbiamo lavorato in spirito di umiltà evitando scetticismo e semplice buona volontà. Abbiamo toccato punti anche controversi come l’islamofobia, atteggiamento negativo dell’Occidente, facendo delle differenze un punto di contatto". Così Joseph Maila, docente dell’Istituto cattolico di Parigi, ha descritto lo spirito dei lavori del primo seminario del forum cattolico-musulmano che si è svolto a Roma su iniziativa del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e dei 138 musulmani firmatari della lettera "A common word". "Le sfide che attendono il dialogo tra cattolici e musulmani – ha spiegato il docente francese – sono teologiche, non si tratta di uno scambio di convenevoli ma di credenze, etiche, si tratta di riconoscere l’altro nella sua dignità e quindi nei suoi diritti che sono dono di Dio, ed infine pratiche, legate alla necessità di evitare ogni discriminazione legata alla religione, l’islamofobia, la xenofobia e di garantire la libertà di coscienza". Temi richiamati anche, dalla parte musulmana, da Ingrid Mary Mattson, presidente della Società islamica del Nord America (Isna). "In questi giorni – ha detto la rappresentante islamica – abbiamo ascoltato la voce delle minoranze e visto nei volti anche la loro sofferenza". Nel suo intervento ha inoltre invitato a superare le generalizzazioni intorno ai musulmani "che non sono tutti come vengono dipinti" evidenziando anche una parte moderata.