Le popolazione indigene del Guatemala continuano ad essere vittime di "pratiche razziste da parte dello Stato" e di violazione dei loro diritti. E’ la denuncia sporta al Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale da diverse realtà guatemalteche, tra cui il Coordinamento nazionale delle vedove del Guatemala e l’Associazione delle Comunità per lo sviluppo e la difesa delle risorse naturali. Le organizzazioni come informa Cerigua, il Centro di rapporti informativi sul Guatemala – hanno presentato alle Nazioni Unite tre casi emblematici di progetti portati avanti da multinazionali nei territori indigeni: la costruzione della diga Xalalá a Ixcan, nel Quiché; le operazioni della compagnia Maya nella miniera di nichel Cahabón, in Alta Verapaz; e l’installazione della società Cementos Progreso, a San Juan Sacatepequez. Secondo le associazioni "lo Stato non solo ha rilasciato licenze a queste società, ma ha anche dimostrato poca attenzione nei confronti delle denunce delle comunità riguardanti i loro temi e diritti". Nel caso Cahabón si parla addirittura di "razzismo socio-ambientale". (segue) ” “