Se venisse approvata la modifica all’art.35 del testo unico sull’immigrazione "alimenterebbe il proliferare di una approssimativa sanità parallela e clandestina, con gravi rischi per la salute delle persone costrette a farvi ricorso". Anche la Caritas italiana, tramite il Coordinamento nazionale immigrazione, si unisce all’appello dei medici della Società italiana medicina delle migrazioni ed esprime "forte preoccupazione" per l’emendamento al ddl “sicurezza” che passerà all’esame delle Commissioni riunite I e II del Senato. "Qualora la modifica venisse approvata ricordano in una nota i 40 partecipanti all’incontro del Coordinamento nazionale immigrazione, in rappresentanza delle 220 Caritas diocesane operanti sul territorio – cancellerebbe il divieto di segnalazione all’autorità giudiziaria per gli stranieri non in regola con le norme di soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie". "Proprio in virtù dell’impegno quotidiano e del cammino che le chiese locali portano avanti su questo fronte affermano -, auspichiamo che possa essere riconsiderato con attenzione questo aspetto molto delicato, affinché il perseguimento dei principi della sicurezza non vada a scapito del rispetto dei diritti di ogni persona e dei principi dell’accoglienza".