PIO XII: IMPEGNO APOSTOLICO TRA NAZISMO E COMUNISMO

“Con il suo invito ai vescovi a guardare alla Chiesa universale e non soltanto alla Chiesa particolare loro affidata, Pio XII ha introdotto apertamente il principio di corresponsabilità e di solidarietà all’interno della comunità ecclesiale, che sarebbe più tardi stato assunto come dimensione chiave della dinamica pastorale”: lo ha detto questo pomeriggio all’Università Gregoriana di Roma il teologo Lubomir Zak, docente all’Università Lateranense, proponendo al convegno sull’ “Eredità del Magistero di Pio XII” a 50 anni dalla morte una relazione sulla teologia dell’evangelizzazione di Pio XII e la sua ricezione conciliare. Secondo p. Zak “Pio XII ha gettato il seme del coinvolgimento dei laicato nell’attività apostolica che il Concilio Vaticano II ha più tardi assunto e sviluppato. Papa Pacelli aveva davanti a sé, appena superato lo spettro del nazismo violento e idolatra, quello del comunismo ateo e materialista. Ancora una volta il mondo veniva spaccato in due e il Papa in vari discorsi parlò di ‘ora grave’, di ‘smarrimento spirituale’, di ‘notte profonda’. Per questo faceva appello a tutti i credenti, in particolare ai fedeli laici, per un impegno di annuncio del Vangelo per vincere la sfida del male e dell’ostilità a Dio”. ” ” ” “