“Tina, nome di battaglia Gabriella, anni diciassette, giovane, come tante, nella Resistenza”. Inizia così il libro “Storia di una passione politica. La gioia condivisa dell’impegno”, racconto autobiografico di Tina Anselmi, elaborato da una lunga intervista fatta da Anna Vinci. Il libro è stato presentato, stasera, a Roma, presso la Libreria Ave, all’interno di un ciclo di incontri, promossi dai Cristiani sociali e dall’Associazione culturale di volontariato “LiberAlia”, dal titolo “La politica è una cosa bella”, che ha per sottotitolo “Storie, idee e passioni di chi testimoni che fare una buona politica è possibile”. Anna Vinci ha sottolineato i passi a suo avviso più significativi del libro, come il capitolo che riguarda l’attività di Tina Anselmi quale presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2. “Nella fase conclusiva delle indagini – ha ricordato Vinci – addirittura furono scoperti casualmente due chili e sette etti di tritolo nel giardino della sorella di Tina, che confina nella casa dove tuttora Anselmi vive”. Un altro ricordo è sulla Resistenza: “Diceva Anselmi – ha ricordato Vinci – che la cosa peggiore che si possa fare alla Resistenza è considerarla uno scoppio, una eruzione violenta, rispetto alla calma piatta del prima”. (segue)” “