Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.
La visita alla parrocchia romana di San Lorenzo fuori le Mura non ha avuto solo un significato pastorale, relativo al ministero del vescovo di Roma. È stata per Benedetto XVI un’ulteriore occasione per incontrare due grandi personalità della metà del XX secolo, singolarmente intrecciate con la basilica stessa, in cui Alcide De Gasperi è sepolto e che Pio XII toccò nella sua famosa uscita nel pieno della guerra, all’indomani di un rovinoso bombardamento, il 19 luglio 1943.
Su Pio XII, di cui cade il 50° anniversario della morte, il Papa è intervenuto più volte di recente, dipanando un discorso di grande saggezza e di grande chiarezza. C’è infatti da smantellare una sorta di leggenda nera intorno a un Papa che ha attraversato da protagonista uno dei momenti più bui della storia, quelli in particolare del nazismo e della Shoah. Su questo tema il Papa è stato esplicito in occasione di un importante convengo storico promosso dall’Università Lateranense. La "leggenda nera" a proposito dell’atteggiamento di Pio XII aveva (ed ha ancora) precise motivazioni politico-ideologiche. Superarla permette di valutare tutta la ricchezza del rilievo storico di un grande Papa: "A parte ogni altra considerazione, ciò ha impedito un approccio adeguato ad una figura di grande spessore storico-teologico qual è quella del papa Pio XII". Il punto non è la questione "politica" della sua beatificazione, ma proprio uno sguardo realistico e veritiero alle vicende storiche. E certamente è passata alla storia l’immagine della sua figura ieratica, con le braccia aperte quasi in un grande abbraccio, proprio a San Lorenzo, in un’ora drammatica, in cui pareva che non ci fosse nessun punto di riferimento: "Non potrà mai essere cancellato dalla memoria della storia il gesto generoso compiuto in quella occasione da quel mio venerato Predecessore, che corse immediatamente a soccorrere e consolare la popolazione duramente colpita, tra le macerie ancora fumanti".
Così la figura di Pio XII s’intreccia con quella di Alcide De Gasperi, la grande personalità cui è legato il periodo storico della ricostruzione dell’Italia da quelle macerie. Macerie tanto della guerra quanto della dittatura fascista. Benedetto XVI ha reso omaggio allo statista trentino, "guida saggia ed equilibrata per l’Italia nei difficili anni della ricostruzione post-bellica e, al tempo stesso, insigne statista capace di guardare all’Europa con un’ampia visione cristiana".
C’è qui il senso di un percorso che, muovendo dalla storia, diventa impegno, progetto, traguardo, futuro. Questa "ampia visione cristiana", in cui l’aggettivo "ampia" echeggia i grandi discorsi di Benedetto XVI a Ratisbona e a Parigi, può diventare veramente una risorsa propulsiva. Fare bene la storia può aiutare non poco a fare le scelte giuste per il futuro.