"Una Istanbul musulmana è più vicina all’integrazione europea di una Kiev ortodossa; un paradosso non da poco, spiegabile tuttavia con il fatto che la linea di confine tra cristianesimo occidentale e orientale è quella che tuttora divide l’Europa in due". Ne è convinta Oxana Pachlovska, docente di storia all’Università "La Sapienza" di Roma e membro dell’Accademiza nazionale ucraina delle scienze. Intervenuta questo pomeriggio alla tavola rotonda promossa nella capitale dall’Istituto Luigi Sturzo e dall’ "Associazione Desiderio Pirovano", in occasione della consegna del "Premio Desiderio Pirovano 2008" a Simona Merlo, autrice di "All’ombra delle cupole d’oro. La Chiesa di Kiev da Nicola II a Stalin (1905 1939)", la storica ha spiegato: "Tra questi due mondi l’Ucraina viene vista come cesura: essa stessa spaccata fra cattolicesimo e ortodossia, e quest’ultima, a sua volta, anch’essa caratterizzata da una triplice divisione interna". Kiev, ha rammentato, "rappresenta le origini dalla statualità e della religiosità russa; nonostante ciò la Russia ha sempre tentato di reprimerne l’identità culturale e religiosa, molto aperta all’Occidente". Oggi, "dopo la scomparsa del patriarca Aleksis II, quale sarà il futuro del dialogo fra Occidente e Chiesa ortodossa? Riuscirà finalmente a superare la soglia dei contenziosi ideologici di stampo medioevale?".” “