La pillola, infatti, precisa il ginecologo, "deve essere assunta entro il 49° giorno dall’ultima mestruazione, il che significa che il primo test di gravidanza della donna risale a 4/5 giorni dopo un previsto ciclo mestruale che non viene". "Ci ritroviamo evidenzia Romano – alla quinta settimana: c’è una settimana in cui la donna deve soprassedere per quanto riguarda la decisione se non ci sono caratteri di urgenza. In realtà, comunque, nel lasso di sette giorni la donna deve immediatamente provvedere non solo a maturare la decisione, ma anche a confermare l’interruzione di gravidanza, a prenotarsi e a fare tutte le analisi dovute, i controlli e i colloqui vari". Insomma, secondo il vice presidente del Mpv, "è una procedura che deve essere per forza accelerata e che non dà alcuna possibilità alla donna di riflettere sull’interruzione stessa né tantomeno di poter intervenire in termini di aiuto per farla soprassedere da quella decisione, cioè per svolgere quell’azione di prossimità e vicinanza umana in aiuto al prosieguo della gravidanza". (segue)