"Il Josp Fest sottolinea don Lusek – può favorire la messa in rete delle esperienze più diversificate. Avendo, poi, una dimensione internazionale ed essendo attento alle varie forme di pellegrinaggio presenti nelle varie religioni, il festival può esprimere, attraverso alcune dinamiche comuni, una spiritualità diffusa ovunque, pur nelle differenze legate ai vari credo". In quest’ottica "può essere uno strumento di incontro e rispetto reciproco". Oggi c’è grande sete di spiritualità: "Questo è testimoniato evidenzia il direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport che anche nei momenti di crisi, come è stato il 2008 per il turismo in generale, i pellegrinaggi e soprattutto le visite ai luoghi sacri hanno tenuto, proprio perché c’è questa sete diffusa di autenticità, di verità, di ricerca di sé, di bisogno di silenzio profondo". "I santuari conclude don Lusek – sono diventati oasi dello spirito, anzi di rigenerazione dello spirito".