Le associazioni contestano, tra l’altro: l’introduzione del reato di clandestinità; gli ostacoli ai ricongiungimenti familiari; la riduzione delle tutele ai rifugiati e ai minori; i tagli alle risorse per i corsi d’italiano e l’istituzione di classi differenziate; i restringimenti dell’assistenza sanitaria, che prevedono l’obbligo, per i medici e il personale sanitario, di denunciare gli immigrati irregolari; la maggiore difficoltà per i matrimoni misti; l’esasperazione del criterio della idoneità alloggiativa; l’istituzione di un permesso a punti e di una tassa per ogni pratica di rilascio e di rinnovo di 200 euro (attualmente è di 72 euro). Infine, la proposta di bloccare i flussi d’ingresso dei lavoratori stranieri è, secondo le associazioni, "una misura propagandistica ed inutile, che chiude la strada all’immigrazione regolare e non fa nulla per dare risposta all’estesissima presenza di irregolarità, lavoro nero, e violazione dei diritti fondamentali". Chiedono quindi al Parlamento di riformare le norme sull’immigrazione garantendo "una seria ed efficace programmazione degli ingressi nel 2009", dando ai lavoratori immigrati senza permesso "una chance per emergere da una vita di lavoro nero e assenza di diritti". Esortano inoltre a "parità di diritti e superamento delle discriminazioni sul lavoro e nell’accesso a scuola, sanità e stato sociale; riforma della cittadinanza e diritto di voto". ” “