Per padre Pizzuti "c’è anche l’idea che la politica sia una cosa sporca a complicare la situazione". Il tutto "ha permesso un degrado che non è solo dei politici, degli assessori, degli imprenditori, ma anche della società, che si lascia corrompere perché ha dei vantaggi o resta indifferente o non si impegna". Sarebbe necessaria, allora, "una rivolta morale, che non vuol dire di andare ad «appicciare» (incendiare, ndr) palazzo San Giacomo (sede del Comune, ndr). Gli stessi intellettuali parlano tanto, ma non bastano le parole. Anche in questi ultimi mesi parlano del degrado, della delegittimazione, ma non indicano prospettive. Insieme alla rivolta morale bisogna individuare quali sono le strategie, le risorse, gli orizzonti, gli orientamenti economici e culturali per promuovere la crescita della città". Ma questa rivolta morale significa anche "fare politica nel senso alto del termine, con un coinvolgimento di tutti che non sia però mirato solo ad avere favori". (segue)