"Ma questa volta osserva Marelli – c’è stata la dimostrazione definitiva che alcuni organi internazionali funzionano e non si può sfuggire alla giustizia, uno dei primi diritti da garantire a tutti". L’auspicio, per la società civile ruandese che vede in questi giorni riaprirsi vecchie ferite, è che la sentenza serva "per mobilitarsi ulteriormente, ricordando che il Rwanda, anche se in maniera indiretta, è pienamente implicato nel conflitto nel Kivu, in Congo. Spero aiuti a capire che quanto capitato entro i loro confini nazionali non sia riprodotto al di là della loro frontiera". A proposito del conflitto in corso nella Repubblica democratica del Congo avverte: "La società civile e le organizzazioni internazionali devono reagire efficacemente ed urgentemente per mettere fine a questo sterminio di innocenti". "L’oggettiva impotenza dei caschi blu prosegue – è l’indicatore della necessità di una profonda riforma delle Nazioni Unite. Sappiamo che oggi la leva militare dell’Onu dipende unicamente dalla disponibilità dei governi nazionali che mettono a disposizione queste forze, spesso non preparate e reclutate all’interno della disperazione dei Paesi poveri, che trovano nello sbocco dei caschi blu l’unica possibilità per garantirsi un futuro ed una entrata economica. Se si vuole mantenere la pace occorre urgentemente dotare le Nazioni Unite di un corpo di polizia internazionale autonomo". ” “