“Un buon film, come un buon libro, non muore mai”, anzi “anche la scena di un film insospettabile può metterci alla ricerca”. Lo ha detto mons. Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, aprendo questo pomeriggio a Roma la dodicesima edizione del Tertio Millennio Film Fest, con un convegno internazionale sul tema: “Immagini dal mondo. Cinema, rappresentazione, verità”. “Il cinema – ha detto il relatore – nasce come rappresentazione, al centro del quale è da sempre l’umanità, un’umanità che per progredire ha bisogno della verità. La verità serve all’uomo per non dimenticare da dove viene, per difendere la memoria storica, per sperare in un’era di civile convivenza, per comprendere il senso della vita, dell’amore, della morte”, In questa prospettiva, secondo Tighe, emergono “le grandi potenzialità umanizzanti” del cinema, anche di quello cosiddetto “minore”, che “forse non vedrà mai sale cnematografiche piene per settimane”. Di qui la “vitalità” del cinema, che “può diventare la voce di ogni essere umano, di ogni realtà, di ogni verità”. “Ogni volta che lo schermo si accende, in ogni parte del mondo – ha concluso l’esponente vaticano – un film può contribuire ad accompagnare l’uomo nello sforzo di comprendere se stesso, portandolo al confine del mistero”.