Per Di Costanzo, "i partiti sono importanti se producono idee, programmi, progetti, non se tutelano interessi di parte. Questo fenomeno a Napoli è particolarmente accentuato. Tutti dicono che a Napoli il problema più grave è quello della casa, eppure quando ero assessore al patrimonio non c’è stato un partito o un consigliere comunale che abbia fatto una proposta seria sul problema abitativo". Insomma, "nel ’97/98 c’è stata la riemersione del sistema dei partiti con una logica vecchia che è quella della acquisizione del consenso in ragione di clientele". Il problema è che al riaffiorare di certe logiche non c’era chi si opponeva: "A Napoli ammette Di Costanzo – c’è una società civile debole. La logica della illegalità diffusa è tipica anche tra la cosiddetta società civile. A portare i sacchetti della spazzatura negli orari non consentiti sono anche professionisti. Il problema è che tra San Giovanni a Teduccio e la ‘Napoli bene’ non c’è una sostanziale differenza. C’è, comunque, una violazione di regole piccole o grandi. Ecco perché il sistema dei partiti si è imposto nuovamente: ha trovato una società civile debole". Allora, "gli inviti di Napolitano sono importanti e significativi ma che tipo di risposta può dare questa società civile debole, che tutto sommato non rifiuta una cordiale contiguità con il potere?". (segue)