NAPOLITANO A NAPOLI: DI COSTANZO (DIOCESI), BASTA A "UNA SOCIETÀ CIVILE DEBOLE"

"Le parole di Giorgio Napolitano mi fanno venire in mente Giustino Fortunato che descriveva il fenomeno della collusione della borghesia napoletana con la cultura dell’illegalità diffusa". È Mario Di Costanzo, direttore dell’Ufficio laicato dell’arcidiocesi di Napoli a commentare le parole del presidente della Repubblica, da ieri a Napoli. Il capo dello Stato ieri, oltre ad aver parlato di crisi economica e federalismo fiscale, aveva invitato, tra l’altro, i napoletani ad avere maggiore fiducia in se stessi, a valorizzare le realtà di eccellenza, l’imprenditoria sana e a sollecitare e influenzare cambiamenti positivi nelle istituzioni e nella società, ad alimentare una politica di più alta qualità, per combattere corruzione e clientelismo. "Vorrei promuovere la nascita di ‘Ani’, associazione napoletani ingannati, che nei primi anni ’90 hanno sognato che la loro vita potesse cambiare", sostiene Di Costanzo, ma il cosiddetto "Rinascimento napoletano" già nel 1997/98 si andava incrinando "con la riemersione del sistema dei partiti. Quando facevo l’assessore al patrimonio – racconta Di Costanzo – nel 1998 mi sono accorto subito che stavano ripartendo delle logiche che in quel momento venivano arginate perché eravamo sull’onda di tangentopoli". (segue)