"Che nessuno debba essere perseguitato per la sua condizione omosessuale è una cosa giusta, se si considera che in alcuni Paesi islamici esiste la pena di morte per questa. Considerarla come uno status privilegiato, accanto o sopra il matrimonio è un’altra cosa, che non può andare bene". Questa, secondo il teologo moralista Marco Doldi, la linea che "può aver mosso la Santa Sede a mostrarsi contraria al progetto francese di spingere l’Onu ad intervenire perché in tutto il mondo l’omosessualità sia depenalizzata. E con la Santa Sede anche altri 50 Paesi membri delle Nazioni Unite". "Il timore spiega Doldi in una nota per il Sir – è che le giuste non discriminazioni nei confronti degli omosessuali conducano presto ad altre discriminazioni nei confronti, ad esempio, del matrimonio". Padre Lombardi, portavoce della Sala Stampa, rammenta il teologo, "ha dichiarato che nessuno vuole, evidentemente, difendere la pena di morte per i gay. Tuttavia, si teme che questa decisione rientri in una strategia ben più ampia, destinata a convincere l’opinione pubblica dell’assoluta normalità della relazione omosessuale e della eccezionalità del matrimonio". (segue)