SALUTE: "BAMBINI E AIDS: TERZO RAPPORTO DI AGGIORNAMENTO"

Diagnosi precoce e cure tempestive possono migliorare le aspettative di vita dei neonati esposti al rischio di contagio da hiv, secondo il rapporto lanciato ieri da quattro agenzie delle Nazioni Unite in occasione della Giornata mondiale contro l’aids. La pubblicazione, intitolata “Bambini e aids: terzo rapporto di aggiornamento”, è stata realizzata dall’Unicef, dall’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms), dal Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’hiv/aids (Unaids) e dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). "Senza cure appropriate metà dei bambini affetti da hiv moriranno prima di aver compiuto i due anni di età", ha affermato il direttore generale dell’Unicef, Ann Veneman, che ricorda: "I neonati sieropositivi a cui viene diagnosticato tempestivamente il virus e che iniziano le cure entro la dodicesima settimana di vita hanno il 75% in più di possibilità di sopravvivenza". Il rapporto sottolinea l’importanza della diffusione del test affinché i bambini possano essere sottoposti alle cure necessarie il prima possibile. "Oggi nessun bambino dovrebbe morire per cause collegate all’aids", ha detto il direttore generale dell’Oms Margaret Chan. "Sappiamo come prevenire queste tragiche morti, ma dobbiamo rafforzare i sistemi sanitari per assicurare che tutte le madri e tutti i bambini ricevano le cure quanto prima possibile", ha aggiunto. (segue)