“Nel cinema oggi è venuto meno il principio dello sguardo, cioè di un taglio, di una distanza critica, di una selezione di ciò che si vede”, perché domina “uno sguardo puramente autoreferenziale, un puro opinionismo d’autore”. A lanciare la provocazione è stato Flavio De Bernardinis, critico cinematografico, durante la seconda giornata del Tertio Millennio Film Fest. “Oggi – ha proseguito il relatore – la cultura giustifica se stessa, il sapere giustifica se stesso”. E’ l'”opinionismo”, la “cultura dei sondaggi”, in cui “l’opinione è l’immagine che non rimanda a nient’altro al di fuori di sè”. Di qui l’impossibilità di “accedere ad una dimensione simbolica”, visto che “immaginario è sinonimo di autoreferenziale”. Per De Bernardinis, oggi “tutto è narrazione, tutto ha senso, altrimenti non si spiegherebbero i reality”. In questo contesto, “posso mostrare qualsiasi cosa e ha immediatamente senso, ma un senso che non cerca nessun oltre, si appaga di se stesso”. Al contrario, ha proposto il relatore, “la finzione deve nutrire la realtà, e la realtà dovrebbe nutrire la finzione, in un gioco in cui nessuno si appaga di se stesso”.” ” ” “