"Viviamo in quello che si suole chiamare un ‘mondo pluralistico’, caratterizzato dalla rapidità delle comunicazioni, dalla mobilità dei popoli e dalla loro interdipendenza economica, politica e culturale ha osservato ancora Benedetto XVI -. Proprio in quest’ora, talvolta drammatica, anche se purtroppo molti europei sembrano ignorare le radici cristiane dell’Europa, esse sono vive, e dovrebbero tracciare il cammino e alimentare la speranza di milioni di cittadini che condividono i medesimi valori". Di qui l’incoraggiamento del Pontefice a "quanti si dedicano alla costruzione di un’Europa accogliente, solidale e sempre più fedele alle sue radici" e l’esortazione ai credenti "affinché contribuiscano non solo a custodire gelosamente l’eredità culturale e spirituale che li contraddistingue e che fa parte integrante della loro storia, ma siano ancor più impegnati a ricercare vie nuove per affrontare in modo adeguato le grandi sfide che contrassegnano l’epoca post-moderna". Tra queste, ha concluso il Papa, "la difesa della vita dell’uomo in ogni sua fase, la tutela di tutti i diritti della persona e della famiglia, la costruzione di un mondo giusto e solidale, il rispetto del creato, il dialogo interculturale e interreligioso".