"Resto colpito dalla natura realmente rivoluzionaria della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che affermava coraggiosamente, all’indomani della seconda guerra mondiale" il valore della dignità di tutti gli esseri umani "e i loro diritti eguali e inalienabili". José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, alla vigilia del sessantesimo anniversario della Dichiarazione del 1948, ne sottolinea l’importanza e alcuni passaggi-chiave. "Trascorsi 60 anni aggiunge -, tenuto conto della situazione molto preoccupante dei diritti dell’uomo in numerosi paesi, questa dichiarazione mostra tutta la sua attualità". Dal canto suo la commissaria alle relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, spiega che "60 anni dopo la sua proclamazione, la Dichiarazione universale è largamente riconosciuta come parte del diritto internazionale consuetudinario, che testimonia la natura universale dei diritti proclamati". "Ma aggiunge la commissaria molto resta da fare affinché tutti i cittadini, donne e uomini, abbiano conoscenza di questa dichiarazione". La stessa Ferrero-Waldner dedica le celebrazioni del 10 dicembre "a tutte le persone che consacrano la loro vita per difendere e far rispettare i diritti dell’uomo nel mondo intero".