"Atene, così come altre città, è stata messa a ferro e fuoco: hanno distrutto case, negozi, macchine, banche, alberi e decorazioni natalizie. Si stenta a capire tutto ciò ma credo che la morte del ragazzo sia stata solo la scintilla, il detonatore degli scontri, sotto covava sotto tensione e dramma, il clima negativo della società in questi anni". Secondo il presidente della conferenza episcopale greca "è possibile che abbia pesato anche la critica situazione politica all’interno dello stesso governo di centro-destra guidato dal premier Costas Karamanlis indebolito dallo scandalo immobiliare del monastero Vatopedi sul monte Athos. Questo scandalo, (si parla di scambi illegali di terreni tra il monastero di Vatopedi e lo Stato greco, scambi che hanno recato danno a quest’ultimo, ndr), ha esasperato il popolo che aveva visto nel partito del premier Karamanlis, Nuova Democrazia, un baluardo contro la corruzione". Nonostante gli ingenti danni provocati la furia delle violenze sembra aver risparmiato le chiese e i vari luoghi di culto ateniesi.