SPAGNA: NOTA DEI VESCOVI PER LE ELEZIONI GENERALI DEL 9 MARZO (3)

Una società libera e giusta non può riconoscere, avvertono i vescovi spagnoli, "esplicitamente o implicitamente un’organizzazione terroristica come rappresentante politico di nessun settore della popolazione, né può averla come interlocutore politico". In realtà, la Chiesa riconosce, in linea di principio, "la legittimità delle posizioni nazionaliste che, senza ricorrere alla violenza, con metodi democratici, pretendano di modificare la configurazione politica dell’unità della Spagna", purché sia tutelato "il bene comune di una società pluricentenaria". La Conferenza episcopale spagnola segnala, poi, altre emergenze: è necessario offrire attenzione e aiuto agli immigranti, ai disoccupati, alle persone sole, alle ragazze che possono cadere nella rete della prostituzione, alle donne umiliate e minacciate dalla violenza domestica, ai bambini, oggetto di sfruttamenti e di abusi, a chi non ha casa né una famiglia dove essere accolti. Bisogna lavorare anche per risolvere i problemi più urgenti, come "il lavoro, l’abitazione accessibile per tutti, la fruizione corretta della natura, condividendo i doni tanto indispensabili per la vita come l’acqua e governando con cura il patrimonio comune della creazione". Infine, a livello internazionale, è necessario promuovere "la giusta collaborazione per lo sviluppo integrale dei paesi".