"Un tempo di particolare impegno nel combattimento spirituale che ci oppone al male presente nel mondo, in ognuno di noi e intorno a noi". Così il Papa ha definito la Quaresima, all’Angelus di ieri. Il tempo liturgico iniziato con il Mercoledì delle Ceneri, ha proseguito Benedetto XVI, "vuol dire guardare il male in faccia e disporsi a lottare contro i suoi effetti, soprattutto contro le sue cause, fino alla causa ultima, che è satana. Significa non scaricare il problema del male sugli altri, sulla società o su Dio, ma riconoscere le proprie responsabilità e farsene carico consapevolmente". Per i cristiani, ha ricordato il Santo Padre. "la croce, per quanto possa essere pesante, non è sinonimo di sventura, di disgrazia da evitare il più possibile, ma opportunità per porsi alla sequela di Gesù e così acquistare forza nella lotta contro il peccato e il male". Entrare in Quaresima, dunque, "significa rinnovare la decisione personale e comunitaria di affrontare il male insieme con Cristo". Questo perché, ha piegato il Pontefice, "la via della Croce è l’unica che conduce alla vittoria dell’amore sull’odio, della condivisione sull’egoismo, della pace sulla violenza". "Vista così ha concluso Benedetto XVI – la Quaresima è davvero un’occasione di forte impegno ascetico e spirituale".