"Qualcuno sostiene che dietro la crisi in Ciad ci sia la Cina o il Sudan continua Tessari -, ma nessuno è in grado di dare una lettura autentica. È vero che Deby aveva riallacciato le relazioni con la Cina un paio d’anni fa, ma è ancora presto per riuscire a capire bene cosa c’è dietro". Riguardo alla attuale situazione umanitaria, con 30.000 persone fuggite dalla capitale e ora rifugiate in Camerun e 2.500 in Nigeria (fonte Unhcr e Croce Rossa), Tessari ha l’impressione che "per il momento non sia molto grave, ma potrebbe cambiare da un momento all’altro, anche nell’arco di 24 ore". A Kousseri, la città del Camerun dove è arrivata gran parte dei profughi, la Caritas locale sta ospitando 2000 persone nelle parrocchie. "Abbiamo mandato soldi per far comprare generi alimentari conferma Tessari – e la Caritas sta cercando di provvedere alla meno peggio. È anche vero che molti uomini sono rientrati nella capitale lasciando donne e bambini a Kousseri, per cercare di riprendere le loro proprietà, che sono a rischio saccheggi". In Ciad sono già accolti nei campi centinaia di migliaia di sfollati interni e rifugiati da altri Paesi: 180.000 ciadiani nel Ciad orientrale, 240.000 sudanesi e 52.400 rifugiati dalla Repubblica Centro Africana (fonte Unhcr e Ocha). (pca)