ACLI: SPE SALVI, I RIFLESSI SOCIALI DELL’ENCICLICA

In preparazione al XXIII Congresso nazionale: "Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro. Le Acli nel XXI secolo", le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno dedicato oggi a Roma una giornata all’approfondimento dell’ultima enciclica di Papa Benedetto XVI.” “Migrare – dice Andrea Olivero presidente nazionale delle Acli – indica colui che emigra perché spera. E la speranza umana, della ‘vita buona e felice’, pur distinguendosi dalla speranza cristiana, può attingervi. Anzi: l’Enciclica ci chiarisce che la salvezza non è mai personale, individualistica, ma implica il valore della comunione e della socialità. Questo, alle Acli dà una chiave per ripensare l’economia e la politica alla luce della solidarietà e della giustizia. Per questo il nostro impegno diverrà più concreto nella formazione e nei servizi per gli immigrati, per la povertà e per la famiglia".” “"Ad oggi sono stati colti poco i riflessi sociali della Spe Salvi – ha sottolineato ancora Andrea Olivero. – Un riflesso sociale è nel fatto che a seguito dell’Enciclica sentiamo un compito generazionale che ci è dato dalla certezza che colui che spera non evade dalla storia per rifugiarsi nell’angolo privato della propria felicità, ma vive operosamente. La vita cristiana non è preparazione alla vita attiva, ma è impegno quotidiano in atto".” ” ” “