” “Tutto ciò, spiega il giurista, "in contraddizione con l’articolo 29 della Costituzione e con tutto il nostro sistema giuridico, che ritiene che la famiglia fondata sul matrimonio sia un valore sociale". Si tratta, dunque, di "un’enorme problema non solo italiano". E’ ormai riconosciuto, osserva infatti D’Agostino, che "dalla famiglia derivano tre conseguenze di grande valore sociale, relative alla cura dei minori, dei malati e degli anziani. Non c’è sociologo che non dica che senza la famiglia queste tre dimensioni crollano, con ricadute incalcolabili". Al contrario, "si gioca a legalizzare simboliche alternative alla famiglia, che però non danno le stesse garanzie né per la tutela dei minori, né dei malati, né degli anziani". In sintesi, il presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani giudica i dati riportati oggi da un quotidiano nazionale "allarmanti, o perlomeno molto problematici, non soltanto dal punto di vista morale o religioso, ma sociale", sotto il pretesto di "mutamenti di costume" giudicati legittimi in base all’art. 2 della Costituzione, dove si invoca la tutela di "ogni formazione sociale". "Ma se la tutela di una cosiddetta ‘formazione sociale’ obietta D’Agostino erode il valore della famiglia fondata sul matrimonio, che ha un rilievo forte ed esplicito, si tratta di un fatto gravissimo".