L’emergenza rifiuti dimostra, per la Cei, come sia "impossibile parlare di futuro sostenibile, quando sin da ora non si può abitare serenamente la Terra né godere della bellezza dei suoi doni, perché essa è invasa da cumuli di sostanze sgradevoli". "I rifiuti non adeguatamente gestiti è l’ammonimento del messaggio – divengono veleno per la Terra e per chi la abita, minacciano l’esistenza di uomini, donne e bambini e mettono a rischio le stesse modalità di un’ordinata convivenza sociale". Una responsabilità, questa, che "chiama direttamente in causa le istituzioni", ma esige anche la consapevolezza che, "se i rifiuti costituiscono una traccia praticamente ineliminabile dell’agire umano, la loro crescente quantità rivela anche un rapporto distorto con la Terra". "Non stupisce che gestire i rifiuti sia difficile il commento della Cei – quando chi abita in Italia ne produce ogni anno oltre mezza tonnellata". Sono, perciò, "rilevanti e apprezzabili tutte le iniziative miranti a contenerne la produzione, quali la riduzione degli imballaggi o la realizzazione di prodotti facilmente riutilizzabili e riciclabili". Quanto allo smaltimento dei rifiuti, per i vescovi è un "dovere" che "incombe in primo luogo sulle aree da cui provengono, ma che deve essere gestito nel segno della solidarietà, soprattutto di fronte a situazioni di emergenza che chiedono iniziative eccezionali".