"L’imprecisione giuridica sui bambini nati morti". Titola così il quotidiano cattolico francese, "La Croix" il servizio che appare oggi in apertura alla edizione on-line. Il servizio è mirato a fare "chiarezza" su una questione che ha fortemente scosso l’opinione pubblica francese: lo scorso 6 febbraio, la Corte di Cassazione ha stabilito che si potrà dichiarare allo stato civile un feto senza vita, indipendentemente dal peso e dalla durata della gravidanza. "La sentenza si legge nella presentazione del servizio – non rimette in discussione il diritto all’aborto. Sottolinea tuttavia certi buchi del diritto francese riguardo all’inizio della vita umana". Il quotidiano cattolico ha ascoltato il parere di Bertrand Mathieu, professore di diritto all’Università Parigi 1 secondo il quale è "estremamente vago" il rimando della Cassazione all’articolo 79-1 del Codice civile che non subordina la dichiarazione allo stato civile del bambino nato senza vita "né al peso del feto né alla durata della gravidanza". Con il rischio che la questione diventi "oggetto di larga interpretazione". C’è innanzitutto il nodo delle questioni sociali, legate ai congedi per maternità e paternità in quanto fa notare La Croix con la sentenza della Cassazione "ci si può legittimamente domandare se tutti i genitori avranno diritto a questi congedi, qualunque sia l’età del feto deceduto".