CHIESA E MERIDIONE: MONS. SUPERBO, "CHIAMATI A INDICARE PROSPETTIVE DI SPERANZA" PER IL SUD

"Il Mezzogiorno non deve essere considerato il solito annoso problema dell’Italia, ma la zona più sensibile della nazione. Nel Sud sono presenti, in forma più facilmente visibile, quelle potenzialità diffuse in tutta la nazione, da cui è necessario partire per scrivere una nuova fase di sviluppo per l’Italia". È quanto afferma l’arcivescovo di Potenza Agostino Superbo, vicepresidente della Cei per il Sud, in un’intervista al SIR sul rapporto Chiesa-Mezzogiorno. A fare da sfondo alla riflessione la "scelta" dei vescovi, annunciata nel comunicato finale dell’ultimo Consiglio episcopale permanente (21-24 gennaio), di "tornare in maniera sistematica e ragionata sulle tematiche affrontate quasi 20 anni fa nel documento «Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno» (18 ottobre 1989)". Nel Meridione, afferma mons. Superbo, risaltano "il legame del popolo con la fede, la forza della famiglia nel resistere ad attacchi che vengono da ogni parte, l’abitudine ad affrontare fatiche e sacrifici". Si tratta di "potenzialità da non sottovalutare". Accanto ad esse, però, "si manifestano, in maniera immediata e grave, piaghe che ci affliggono ormai da troppo tempo", quali "la criminalità organizzata, la mancanza di prospettive di lavoro per i giovani, l’impossibile accesso alla casa"… Tutti "fenomeni che creano ostacoli non comuni a uno sviluppo autentico e solidale". (segue)