Per costruire il futuro della città è necessario, per mons. Paglia, "un impegno che coinvolge ciascuno in prima persona": c’è bisogno "di una politica forte e responsabile", ma "da sola non basta. Il nostro futuro è in mano alla scuola, alle imprese, all’università, alla ricerca scientifica, alle associazioni, alle famiglie, ai gruppi professionali, alle comunità cristiane e anche, ovviamente, alle sue istituzioni politiche". "Tutte queste realtà prosegue – debbono fare i conti con il bene comune", non accontentandosi "della semplice distribuzione di quanto c’è, ma cooperare alla produzione di nuove risorse (economiche, sociali, culturali, spirituali) da mettere a disposizione di tutti". Inoltre, occorre orientare l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica "al futuro nella speranza", dando "un’anima alla tecnologia e alla ricerca scientifica, un traguardo etico e quindi sociale". Infatti, "non possiamo abituarci a pensare lo sviluppo della tecnologia come alternativo alla tutela della salute e dell’ambiente". Ugualmente non si può "accettare l’idea che il perseguimento dei risultati economici dell’impresa sia in contraddizione con la garanzia delle condizioni di sicurezza per il lavoro all’interno dell’impresa. Il drammatico problema degli incidenti e delle morti sul lavoro che continua a lacerare questa nostra terra deve renderci ancor più attenti e responsabili". ” ” ” “