FORMAZIONE: SANTINI (CISL), "6 MILIONI I LAVORATORI POTENZIALMENTE COINVOLTI"

"Portiamo insieme agli imprenditori l’esperienza nuova dei fondi interprofessionali per la formazione continua, che sono una novità per l’Italia, in parte mutuata anche da altri paesi europei": lo ha detto al Sir Giorgio Santini, della segreteria Cisl, intervenuto alla tavola rotonda su "Lavoro ed impresa" del corso "La formazione continua", promosso dalla CEI e da "Forma". "Questi fondi sono decollati alla fine del decennio scorso e hanno un potenziale di coinvolgimento di circa 6 milioni di lavoratori di industria, artigianato, terziario, enti religiosi, agricoltura – spiega Santini -. Ora si tratta di perfezionarne l’applicazione, di fronte alle evoluzioni del lavoro e alle difficoltà per i giovani di trovare occupazione stabile". "Man mano si tratterà di ampliare la platea dei lavoratori che vi accedono, puntando sulla riqualificazione, sul Mezzogiorno, sui settori più deboli. Bisogna che questo strumento diventa un’opportunità vera per tutti i lavoratori". La dispersione scolastica in Italia è ancora piuttosto alta, con tassi oltre il 20-30 % in certi contesti territoriali. Secondo don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, "non bisogna trascurare la formazione professionale di base, per la quale molti ragazzi sono più portati rispetto alla scolarizzazione di massa che si tenderebbe a accreditare come unica via per lo sviluppo culturale del paese".