La Costituzione italiana “affida alla Repubblica, e quindi alla scuola da essa istituita o riconosciuta, il compito di promuovere «il pieno sviluppo della persona umana»”. Luciano Corradini, ordinario di pedagogia generale all’Università Roma Tre e presidente dell’Associazione italiana docenti universitari, ha ricordato questa “legittimazione alta della funzione docente” parlando ai direttori diocesani e regionali di pastorale della scuola, riuniti a Bologna per il convegno “La professione docente oggi nella scuola che educa”. “La buona scuola ha precisato è quella che sa mettersi in presa diretta con la Costituzione, con il suo disegno di buona società”, immaginato da quei nostri padri o nonni “che pensavano anzitutto alla ricostruzione delle coscienze e non solo delle case, delle fabbriche, delle strade e delle ferrovie”. L’insegnante, ha aggiunto il pedagogista citando un apologo, “appartiene alla categoria degli scalpellini saggi”, laddove “a un viandante che chiede cosa stia facendo una schiera di scalpellini impegnati a lavorare sotto il sole, il primo risponde che spacca una pietra, il secondo che si guadagna da vivere, il terzo che sta costruendo un tempio”. “Stavano facendo materialmente la stessa cosa ha osservato ma il vissuto e il significato di quella fatica erano profondamente diversi”. (segue)