"Dalla morte alla vita: su questo poggia tutto l’edificio della Quaresima fino alla Pasqua, ed anzi l’intera struttura della vita cristiana, che consiste essenzialmente nel dinamismo pasquale". A ricordarlo è stato il Papa, che durante l’Angelus di ieri ha messo in relazione gli eventi narrati dai vangeli delle ultime due domeniche: le tentazioni di Gesù nel deserto e la trasfigurazione sul monte Tabor. "Entrambi gli episodi ha detto Benedetto XVI – anticipano il mistero pasquale: la lotta di Gesù col tentatore prelude al grande duello finale della Passione, mentre la luce del suo Corpo trasfigurato anticipa la gloria della Risurrezione". Da una parte, cioè, "vediamo Gesù pienamente uomo, che condivide con noi persino la tentazione; dall’altra lo contempliamo Figlio di Dio, che divinizza la nostra umanità". In questa prospettiva, "la trasfigurazione è anticipo della risurrezione, ma questa presuppone la morte. Gesù manifesta agli Apostoli la sua gloria, perché abbiano la forza di affrontare lo scandalo della croce, e comprendano che occorre passare attraverso molte tribolazioni per giungere al Regno di Dio".