IL "BOIA" DI BOLZANO: SETTIMANALE CATTOLICO, "LA GIUSTIZIA HA FINALMENTE FATTO IL SUO CORSO"

"Una giornata attesa per più di sessant’anni". Così Irene Argentiero, direttore del settimanale della diocesi di Bolzano-Bressanone ("Il Segno"), commenta l’arrivo, sabato scorso, all’aeroporto di Ciampino di Michael Seifert, l’ex secondino nazista detto il "boia di Bolzano" di cui l’Italia ha ottenuto l’estradizione dal Canada. "Per quell’uomo dagli occhi di ghiaccio – afferma Argentiero – è giunto il momento di pagare il suo conto con la giustizia". Seifert era stato condannato all’ergastolo già otto anni fa dal tribunale di Verona, che lo ha ritenuto responsabile dei crimini di guerra compiuti su deportati nei campi di Fossoli e di Bolzano. "Ci sono voluti otto anni – dice Argentiero – perché quell’uomo, che si era ricostruito una vita in Canada, dove si era rifugiato nel 1951, venisse consegnato alle autorità italiane. Pensava forse di essere riuscito a farla franca, ma si sbagliava. La sua fuga è giunta al capolinea". Del "Durchgangslager" (campo di transito, ndr) di via Resia a Bolzano, racconta il direttore di "Il Segno", "oggi rimangono pochi mattoni e i tanti racconti e le testimonianze di chi sopravvisse a quella barbarie. Undicimila persone, arrestate per motivi politici, per motivi razziali o in ostaggio". (segue)