"Il ritenere che la difesa e la promozione dei diritti umani siano un problema esclusivo dei Paesi terzi è già di per sé un atteggiamento razzista e presuntuoso". E’ quanto dichiara Carola Carazzone (Vis), portavoce del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani (cui aderiscono 74 associazioni e ong), che oggi insieme al gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (cui aderiscono 62 ong) presenta a Ginevra tre documenti congiunti di informazioni supplementari al Rapporto del governo italiano all’esame del’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. L’Italia, denunciano le ong, è uno dei sei paesi su 47 del Consiglio d’Europa a rimanere senza una Istituzione nazionale indipendente per i diritti umani e a risultare, a tutt’oggi, inadempiente ai Principi di Parigi e alle varie risoluzioni dell’Onu e del Consiglio d’Europa in materia di diritti umani. "L’Italia prosegue Carazzone vanta di essere una democrazia avanzata, un Paese ad alta civiltà giuridica, mentre si continua ad assistere alla discriminazione dei minori migranti provenienti da Paesi recentemente membri del’Unione europea e da paesi extracomunitari e rom, in particolare per quanto riguarda l’accesso al sistema sanitario, all’educazione ed all’accesso alle misure alternative alla pena detentiva". Le ong parlano di una "dinamica xenofoba e inquietante" e di un "aumento delle manifestazioni di razzismo".