Favorevoli all’approvazione della relazione, e dunque al Trattato di Lisbona, si sono detti popolari, socialisti, liberaldemocratici, verdi, destra moderata e singoli deputati di altri partiti. "È singolare ha spiegato in aula il relatore Corbett che contro il Trattato si schierino la destra estrema, la sinistra estrema oltre ai conservatori britannici" (che fanno parte del Partito popolare). "Costoro, che non credono all’Europa comunitaria, chiedono un referendum europeo sul trattato. È il massimo dell’ipocrisia". L’aula è quindi passata al voto, approvando l’articolato "a stragrande maggioranza" (525 sì, 115 contrari e 29 astenuti), come ha sottolineato il presidente Hans-Gert Poettering. Il quale ha aggiunto rivolgendosi ai deputati: "Il vostro sì rappresenta la libera espressione dei popoli che vi hanno eletto. Questo Trattato dà all’Unione la capacità di agire e garantisce maggiore democrazia". In aula c’è stata qualche contestazione da parte di alcuni deputati che chiedono il referendum popolare confermativo. "Noi difendiamo i valori comuni dell’Europa ha aggiunto Poettering – e non permetteremo che le grida di pochi superino le argomentazioni della maggioranza e il dibattito democratico. Chi ha votato no al Trattato dovrà giustificarsi dinanzi ai propri elettori".