Estendere il diritto di adottare ai "genitori single", oltre che alle "coppie eterosessuali non sposate", è in realtà "una forma mascherata per rendere accessibile l’adozione anche alle coppie omosessuali". E’ il parere dell’Associazione italiana "Amici dei bambini" (Ai.Bi.) che opera da anni a livello internazionale, in merito alla "Dichiarazione comune sull’adozione internazionale", al vaglio del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. "Bisogna vedere se si tutelano veramente gli interessi dei bambini e non, invece, quelli degli adulti", spiega l’associazione al Sir, facendo notare che innanzitutto "occorre tutelare l’identità del bambino, in particolare di quello che soffre di abbandono e che è degno di una protezione ancora maggiore". "Come può affermarsi adeguatamente l’identità di un bambino si chiede l’Ai.Bi se non si può contare su due figure genitoriali di sesso diverso, indispensabili per il proprio sviluppo, come ormai è riconosciuto da tutti gli studi scientifici?". Con una coppia di due figure adulte dello stesso sesso, ricorda infatti l’associazione, "il bambino avrebbe problemi a recuperare la propria identità, soprattutto perché deve fare i conti con la bassa autostima che caratterizza i bambini abbandonati, ma con cui in realtà ciascuno di noi deve fare i conti per tutta la vita".