In piazza, nel suggestivo scenario dell’Avana vecchia, sono già state sistemate un migliaio di sedie azzurre, affollate dalla curiosità e creatività dei cubani. L’altare è stato collocato di fronte all’ingresso centrale della cattedrale barocca di San Cristobal, in stile borrominiano, fatta costruire dai gesuiti tra il 1748 e il 1787, anno in cui fu creata l’arcidiocesi, che ora conta 83 parrocchie. Animerà la celebrazione un coro formato per l’occasione da un centinaio di persone (tra professionisti e gruppi giovanili), vestiti in azzurro e bianco, come i cantanti di gospel. Verrà eseguita, con la direzione di Alina Orraga, la stessa messa cantata a Giovanni Paolo II dieci anni fa, con musicalità cubane e classiche. Si prevede la partecipazione di 3000 persone (max 5000) ma per fare fronte alle numerose richieste (i cattolici praticanti sono tra l’1 e il 3 per cento dei circa 2/3 milioni di abitanti dell’Avana) l’arcidiocesi ha dovuto distribuire degli inviti, come riferito al Sir da mons. Ramon Suarez Polcari, consigliere e vicario episcopale. “Per Cuba questa visita è una grazia speciale – afferma -. Se il viaggio di Giovanni Paolo II ha portato tanti miglioramenti per la vita della Chiesa cubana (il Natale, le processioni, ecc.) e nelle relazioni tra Chiesa e Stato, ci auguriamo che questa visita ne porti altrettanti”.