È stato dedicato allo "smascheramento" degli errori contenuti nel libro di Dan Brown, "Il Codice da Vinci", il primo incontro del ciclo "Dal Labirinto della memoria, frammenti di pensiero per il XXI secolo", promosso, ieri, dal Centro di cultura "Raffaele Calabrìa" dell’Università Cattolica in collaborazione con le diocesi di Benevento e Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. di Dan Brown. "È assolutamente impensabile ha spiegato Andrea Tornielli, vaticanista de Il Giornale credere a quanto scritto nel ‘Codice da Vinci’. Non c’è una sola pagina del volume di Dan Brown nel quale non vi sia un errore, dimostrabile con facilità e scientificità. Ciò che deve far riflettere, soprattutto al mondo cattolico, è che un romanzo privo di fondamenti scientifici abbia potuto riempire gli scaffali dei supermercati, irrompendo anche in molte coscienze per mettere in discussione i fondamenti della fede cattolica". Mons. Alessandro Pilla, docente di Sacra Scrittura presso lo Studio teologico "Madonna delle Grazie" di Benevento, ha illustrato il percorso che ha portato la Chiesa cattolica a riconoscere i quattro Vangeli di Marco, Luca, Matteo e Giovanni quali "ispirati" mentre gli altri come apocrifi o gnostici. "C’è un lavoro di grossa fantasia umana – ha spiegato mons. Pilla soprattutto in quei vangeli che chiamiamo dell’infanzia".