MAFIA: MONS. MONDELLO (VESCOVI CALABRESI), "LE DENUNCE DELL’ANTIMAFIA NON SONO UNA NOVITA’" (2)

"Se si sa che in un determinato ambito della vita politica, sociale ed economica ci sono – spiega Mondello – intromissioni illegali è chiaro che uno Stato si difende cercando di eliminare queste illegalità. Perché ci si limita a fare delle relazioni e poi non succede niente? Sono forse fatte per infangare sempre più questo povero meridione? E’ un punto interrogativo." Sull’invito dell’Antimafia ai partiti affinché scelgano con oculatezza i candidati il presidente dei vescovi calabresi si dice d’accordo: "Mi pare logico che chi è inquisito non debba essere eletto in Parlamento e guidare le sorti dell’Italia". In Calabria i politici "molto spesso – ha aggiunto – non sono all’altezza della situazione della nostra regione. Mancano di capacità progettuale, di interventi seri che non si riducano a soli propositi ma alla realizzazione degli stessi". Gli industriali calabresi – ha poi proseguito il presule – sono "sotto il giogo dei prepotenti e molto spesso devono sottostare ad essi per andare avanti e vivere". "Noi – ha concluso riferendosi all’accusa agli industriali di non aver denunciato infiltrazioni della ndrangheta – non possiamo chiedere l’eroismo a queste persone. L’eroismo non è uno stile di vita. Ce lo auguriamo ma non possiamo chiedere che tutti siano eroici nella loro vita quotidiana".