BENEDETTO XVI: LA SOCIETÀ DEVE "RISPETTARE LA VITA E LA DIGNITÀ DEL MALATO MORENTE"(2)

Per quanto riguarda, invece, "le terapie significativamente rischiose o che fossero prudentemente da giudicare ‘straordinarie’", secondo il Santo Padre "il ricorso ad esse sarà da considerare moralmente lecito ma facoltativo". Inoltre, occorrerà "sempre assicurare ad ogni persona le cure necessarie e dovute, nonché il sostegno alle famiglie più provate dalla malattia di uno dei loro componenti, soprattutto se grave e prolungata". Non mancano, a questo proposito, da parte del Papa suggerimenti concreti anche sul versante della regolamentazione del lavoro, dove "solitamente si riconoscono dei diritti specifici ai familiari al momento di una nascita". "In maniera analoga, e specialmente in certe circostanze – è la proposta del Pontefice – diritti simili dovrebbero essere riconosciuti ai parenti stretti al momento della malattia terminale di un loro congiunto". Infine, ammonisce Benedetto XVI, "una società solidale ed umanitaria non può non tener conto delle difficili condizioni delle famiglie che, talora per lunghi periodi, devono portare il peso della gestione domiciliare di malati gravi non autosufficienti". "Un più grande rispetto della vita umana individuale passa inevitabilmente attraverso la solidarietà concreta di tutti e di ciascuno, costituendo una delle sfide più urgenti del nostro tempo", conclude il Papa.