BENEDETTO XVI: NO A "SPINTE EUTANASICHE" E AD "OGNI FORMA DI EUTANASIA DIRETTA" (2)

Di qui l’auspicio di uno "sforzo sinergico della società civile e della comunità dei credenti", affinché "tutti possano non solo vivere dignitosamente e responsabilmente, ma anche attraversare il momento della prova e della morte nella migliore condizione di fraternità e di solidarietà, anche là dove la morte avviene in una famiglia povera o nel letto di un ospedale". "Nessun credente dovrebbe morire nella solitudine e nell’abbandono", ha ammonito il Papa, secondo il quale "la Chiesa, con le sue istituzioni già operanti e con nuove iniziative, è chiamata ad offrire la testimonianza della carità operosa, specialmente verso le situazioni critiche di persone non autosufficienti e prive di sostegni familiari, e verso i malati gravi bisognosi di terapie palliative, oltre che di appropriata assistenza religiosa", tramite "la mobilitazione spirituale delle comunità parrocchiali e diocesane" e "la creazione o qualificazione delle strutture". Alla società, invece, spetta "assicurare il debito sostegno alle famiglie che intendono impegnarsi ad accudire in casa, per periodi talora lunghi, malati afflitti da patologie degenerative (tumorali, neurodegenerative, ecc.) o bisognosi di un’assistenza particolarmente impegnativa" e sostenere quelle "istituzioni di assistenza specifica che assorbono personale numeroso e specializzato e attrezzature di particolare costo".