CAMPAGNA ELETTORALE: NOTA SIR

Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.

Manca ancora qualche giorno all’avvio ufficiale della campagna elettorale: tra il 29 febbraio e il 2 marzo i partiti depositeranno presso il ministero dell’Interno il contrassegno per le liste della Camera, del Senato e nella circoscrizione Estero sia per la Camera sia per il Senato. Il 9 e 10 marzo sarà invece la volta delle liste, che dovranno essere affisse entro il 29 marzo. Sulle schede i nomi dei candidati non compaiono, né gli elettori possono scrivere le preferenze. La riforma elettorale del 2005 infatti adotta il sistema delle liste bloccate, per cui si saprà il 10 marzo quali sono i candidati "sicuri" di un seggio, quelli certi di non ottenerlo e quelli in bilico. Tra questi i candidati collocati in posizione mediana nelle liste dei principali schieramenti e le stesse teste di lista delle formazioni minori, che si devono misurare con le soglie di sbarramento, fissate al 4% per la Camera e all’8% per il Senato. Proprio qui sta la novità dell’offerta elettorale che si va profilando. Mentre quelle del 2006 sono state le più bipolari, queste del 2008 saranno le meno bipolari della storia elettorale italiana dal 1993, anno del referendum che cambiò il sistema elettorale da proporzionale a sostanzialmente maggioritario. Se questa novità porti a stabilizzare il sistema o invece ne annunci una sostanziale crisi sarà uno dei responsi strategici dell’imminente consultazione elettorale. Gli osservatori non partigiani sono infatti pressoché unanimi nel veder in questa ultima legislatura gli elementi di una "lunga transizione": d’altra parte, come si sa, un referendum coattamente "bipartizzante" è stato solo rinviato e ritornerà in agenda all’inizio della nuova legislatura.
In attesa della precisa formalizzazione dell’offerta politica è bene allora parlare proprio dell’agenda, cioè delle questioni che sono all’ordine del giorno per i cittadini. Due ordini di temi, tra essi collegati, sembrano emergere.
Da una parte ci sono tutte le questioni relative alla congiuntura economica, con nuovi, rilevanti riflessi sociali. Il vecchio "ceto medio", cioè un ampio e disarticolato aggregato centrale, a reddito fisso o precarizzato, è stressato e disorientato. È inoltre preoccupato constatando per i propri figli prospettive critiche, in un sistema scolastico e universitario che disincentiva il merito. I mass media si sono accorti finalmente dell’inflazione reale e dei problemi per "arrivare fino alla fine del mese": urgono però politiche adeguate per rispondere a un malessere che rischia di penalizzare radicalmente il Paese, anche le sue punte più dinamiche. Di qui il secondo ordine di questioni, che potremmo definire identitarie. C’è bisogno di prospettiva lunga, e dunque si avverte oggi sempre più la necessità di riferimenti non precari in termini di principi e di valori. Famiglia, vita, educazione sono allora veramente per tutti riferimenti e impegni cruciali.