Riguardo al rapporto con lo Stato e con gli avvenimenti politici di una nazione, i due principali atteggiamenti messi in atto in Europa dalle Chiese di Italia e Spagna e dalle Chiese di Francia e Germania sono diversi ma entrambi legittimi. Il primo è "più dottrinale" e cioè "fermo sui principi"; il secondo è "più pastorale" e privilegia "la prossimità con le realtà umane". "Nessuno è un assoluto che esclude l’altro". Questa la conclusione a cui arriva l’editorialista di La Croix Michel Kubler che sulla prima pagina del quotidiano francese di ieri propone una lettura "vista dalla Francia" sui "rapporti tra le gerarchie cattoliche e governative" in Spagna ed Italia. Kubler parla di "strana spirale" per cui "ad iniziative legislative riguardo la famiglia (aborto, divorzio, unioni omosessuali, eutanasia…) e l’educazione (insegnamento della religione) rispondono mobilitazioni ecclesiali massicce che provocano forti reazioni politiche". Immediato il confronto di Kubler con quanto avviene in Germania e Francia dove l’atteggiamento maggioritario degli episcopati privilegia "l’accompagnamento piuttosto che il confronto diretto". Ciascuno di questi due approcci osserva Kubler "corrisponde ad una cultura e storia particolare. Ma tutti e due devono essere coniugati, se la Chiesa vuole tener fede all’annuncio del suo messaggio e al servizio per l’umanità: due registri che idealmente sono la stessa cosa".