"Al seguito dei nostri fratelli e sorelle maggiori che, nel corso dei secoli, hanno contribuito alla sua identità culturale, umana e spirituale, anche noi oggi vogliamo fare la nostra parte perché l’Europa non perda le sue radici profonde". E’ quanto si legge nel messaggio diffuso a conclusione dell’Assemblea generale dell’Ucesm (Unione delle Conferenze europee dei e delle superiori maggiori) che si è tenuta dall’11 al 17 febbraio a Torhout, in Belgio. Alla Assemblea che ha riunito i delegati delle 38 Conferenze di religiosi e religiose di 26 paesi d’Europa in rappresentanza dei 400 mila religiosi e religiose presenti in Europa ha partecipato anche il card. Franc Rodé, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata. "Noi religiosi e religiose si legge nel messaggio ci sentiamo figli e figlie di questa Europa dalla storia dolorosa, con le sue tensioni, le sue contraddizioni e le sue debolezze ma vogliamo essere portatori di una grande progetto di spiritualità e fraternità". I religiosi spiegano che la loro proposta per l’Europa nasce dalla vita in comunità, in quanto "luogo di fraternità e comunione", "scuola di relazioni", "di riconciliazione e perdono", di "ospitalità". L’Assemblea ha eletto come nuovo presidente suor Lutgardis Craeynest (salesiana del Belgio) e come vice-presidente padre Manuel Joaquim Gomes Barbosa (dehoniano del Portogallo). ” ” ” “