Tra i tanti doni ricevuti, quello che ha commosso di più il card. Bertone è stato "l’affetto dei cubani" perché in esso ha apprezzato quanto siano vivi "il messaggio e l’immagine del Papa Giovanni Paolo II nei figli di questa terra, che egli amò in modo speciale". "Ho la particolare soddisfazione ha aggiunto – di avere potuto inaugurare e benedire a Santa Clara un bel ed espressivo monumento in onore del ricordato Papa, frutto di una sana collaborazione tra la Chiesa e le autorità civili". Un pensiero anche all’incontro con il mondo culturale cubano, all’Università de L’Avana e alla Scuola latinoamericana di medicina. "Ho visto anche in quelle dimostrazioni di affetto ha osservato il porporato – l’allegria di un paese che necessita e vuole vivere la speranza. Come segretario di Stato e insieme ai miei fratelli vescovi di Cuba, sono cosciente del particolare momento storico del vostro paese in cui abbiamo celebrato insieme il decimo anniversario della visita del servo di Dio Giovanni Paolo II a questa Isola". "Vado via, – ha concluso il card. Bertone – come fece egli dieci anni fa, con ‘una gran fiducia nel futuro di questa patria’, desiderando che i figli di Cuba facciano crescere la loro speranza in Dio, ispiratore di ogni bontà, e nei loro conterranei con i quali condividono lo spazio ed il destino comune. A nome del Papa a tutti dico: la speranza salva".