"La triste vicenda dei due fratellini di Gravina, di cui a distanza di due anni si viene a scoprire la tragica fine, a pochi passi da casa, nel centro della città, da una parte suscita profondo sconforto; dall’altra c’interpella, c’induce a pensare sul valore della vita". È quanto afferma al SIR mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia alla Pontificia Università Lateranense, riflettendo sul ritrovamento dei corpi dei fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi in fondo ad una cisterna nel centro di Gravina di Puglia. "A prescindere da come siano finiti in quel pozzo mortale afferma Cozzoli – la loro vita è stata ad ogni modo abbandonata. Il problema della vita, di cui tutti si dicono amanti, è il problema della sua fragilità, della sua debolezza, come la vita dei bambini. È dinanzi alle premure per la tutela e l’armonico sviluppo della loro vita che s’inverano i sentimenti e si distinguono i veri amanti della vita". (segue)