L’altra necessità riguarda invece la "riabilitazione professionale", fornendo alla gente quegli strumenti di lavoro, dalle barche per la pesca agli attrezzi per gli artigiani, andati distrutti durante il passaggio del ciclone. "L’aiuto economico che abbiamo finora ricevuto spiega Benedict Alo D’Rozario è servito innanzitutto per sfamare la popolazione, poi per edificare rifugi temporanei, ricostruire le strade e riparare le case: ora, però, bisogna portare a compimento l’opera di ricostruzione dedicandosi al lavoro". Nelle attività di questi mesi si sono distinti per l’impegno sia la Caritas, sia i missionari cattolici che vivono nel Paese e che "lavorano a stretto contatto e in sintonia con i vescovi e la Chiesa locale". Una solidarietà concreta, in un Paese a maggioranza islamica, che "ha contribuito a migliorare i rapporti e la collaborazione tra cristiani e musulmani, sotto l’insegna comune della solidarietà".